 Antonio Barbato
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Riprendo questo tema perché, alla fine della lettura di tutta la saga, ho trovato altri spunti che forse saranno di interesse comune. In primo luogo i personaggi di Horace Lumacorno e Percy Weasley mi sembrano degni di analisi e vorrei sentire le vostre opinioni in proposito. Poi alcune riflessioni aggiuntive su Voldemort la sraordinaria somiglianza fra le sue idee e quelle di Adolf Hitler. Forse l’autrice si è ispirata alla Germania nazista, ma c’è troppo in comune fra il credo del primo e quello del secondo per non riflettere sulle connessioni profonde che l’EdT descrive fra il Sei e il Tre. io credo che, in linea generale la Vanità sia, in definitiva, un modo per sfuggire alla Paura della morte. Ecco perchè, forse, in Voldemort si vedono mischiati ai tratti inconfondibili di un Tre disgregato molte cose della rabbia e della paranoia del Sei controfobico.
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 Antonio Barbato
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Visto che i personaggi proposti non sembrano attrarre altre repliche, spiego perché Lumacorno mi sembra estremamente interessante. A prima vista sembra un Due, estremamente attento all’adulazione ed all’approccio gradevole della immagine che da, ma, in realtà è ben altro. E’ infatti uno strategico, qualcuno che si muove a seconda del proprio esclusivo vantaggio ed è molto sensibile all’aspetto economico delle cose. Crea intorno a sé una rete di conoscenze, di reciproci vantaggi, di intrecci di favori, una corte di persone che traggono vantaggio l’una dall’altra e di cui lui è il centro. Questo aspetto è veramente notevole perché non avevo mai trovato nella letteratura (tranne che in un personaggio del Circolo Pickwick), che riflettesse caratteristiche così tipiche di un sottotipo misto specifico. Anche la modalità con la quale cede il suo ricordo meglio difeso (il richiamo ad un Sacrificio che gli appare così vicino), conferma la sua natura tipologica. Brava la Rowland, veramente brava.
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