Un paese 9
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| Author | Posts |
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| Author | Posts |
| 19 settembre 2011 at 09:55 #762 | |
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un atomo |
Mio figlio è da poco tornato da un viaggio in Thailandia ed è rimasto affascinato non solo dai luoghi ma soprattutto dalle persone, dal loro modo di vivere. Al punto di propormi di vendere la casa e trasferirsi lì, convinto che sia un luogo di pace. Mi ha descritto i thai come persone apparentemente sempre sereni, anche se molto poveri, persone estremamentre accoglienti, rispettose degli altri e amanti del divertimento e dello scherzo. Capaci di vivere in rilassatezza anche nelle difficoltà, e con un forte senso del culto dei morti, cui offrono cibo pregiato quotidianamente anche quando ne siano essi stessi privi. Questo mi ha spinto ad approfondire un pò la mentalità Thai e mi sono convinta che la Thainlandia abbia un’anima 9.Il thainlandese cerca di evitare il più possibile i conflitti, senza mai perdere la calma e cerca sempre un compromesso. |
| 9 novembre 2011 at 19:41 #7223 | |
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Marina Pierini |
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| 9 novembre 2011 at 19:41 #7224 | |
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Carla |
Non conosco bene la Thailandia, ma un po’ di più il Vietnam, paese di origine del mio figlio adottivo. La dimensione della socievolezza e dello stare con gli altri, piuttosto che da soli, è molto diffusa anche là, direi che è senz’altro una caratteristica dell’Oriente. Rispetto a come tu descrivi al Thailandia, però, i Vietnamiti sono un popolo molto fiero e guerriero, per niente arrendevoli, hanno vinto tutti coloro che hanno tentato di dominarli (francesi, americani, cinesi). |
| 9 novembre 2011 at 19:41 #7225 | |
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Carla |
Va bene, a questo punto, mi potete spiegare, in parole semplici, cos’è ‘sto “sasso e rametto”? Mi avete incuriosita… |
| 9 novembre 2011 at 19:41 #7226 | |
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un atomo |
invece in Thailandia c’è un enorme rispetto per gli animali. Tutti hanno anche 5 o 6 cani, i gatti randagi hanno un collarino e sono protetti. Non è raro incontrare animali anche in una città di 6 milioni di abitanti come Bangkog, tra i grttacielki fiorisce all’improvviso la giungla e mio figlio ha visto un enorme varano nel pieno della metropoli. Sul sasso e rametto, vorrei tanto una spiegazione anch’io così potrei far riposare la mente. Si tratta di accendere un fuoco con un sasso un legnetto e delle foglie, forse ho anche capito come fare cioè costruendo un archetto che tiene il legno legato al sasso e ruotare il legnetto sulla base di un altro legnetto per provocare attrito, poi usare le foglie secche come esca per il fuoco. Forse è così ma naturalmente c’è un significato simbolico sul come procurarsi calore che mi sfugge. Purtroppo la mia tenacia mi tiene attaccata al quesito. Un piccolo aiuto sarebbe gradito. |
| 9 novembre 2011 at 19:41 #7227 | |
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un atomo |
Pensandoci forse il problema è questo: per sentire calore il 4 ha bisogno dell’attrito, di alimentare il conflitto per semtire intensità, ma d’altra parte che altro modo c’è per accendere un fuoco,se non hai neanche una lente? Allora la risposta dovrebbe essere solo quella che bisognerebbe rinunciare all’idea di tenere il fuoco acceso? Che si può ricevere calore e luce anche senza fuoco ed attrito? Ma questo non risponde al quesito. Il problema è accendere il fuoco. Bhoooo AIUTOOOOOOOO |
| 9 novembre 2011 at 19:41 #7228 | |
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Marina Pierini |
vedi che a furia di porti domande ti poni anche di fronte a nuove risposte…..ma secondo voi…perchè la thailandia vi sembra 9 e non 7? mi ha colpita sta cosa dei sorrisi e dei tanti modi di sorridere….a che pro? per tenere lontana la paura? il dolore? oppure ho equivocato il senso? |
| 9 novembre 2011 at 19:41 #7229 | |
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un atomo |
Credo che i motivi siano diversi. Innanzitutto è un modo molto buddhista di accettare la realtà, a noi occidentali può sembrare nichilista,ma nella mentalità orientale ogni cosa va accettata con benevolenza e il sorriso ha il significato di “imparzialità” , nulla fa differenza sotto il cielo, perchè tutto deriva dal Tao quindi da ogni disgrazia nasce un bene e viceversa. Il sorriso poi è un segno di accoglienza , non bisogna turbare l’altro con la propria infelicità, ma è anche una maschera. Dicono che l’ultimo sorriso dei thai è quello che non si può descrivere perchè è quello di colui che ti sta ammazzando. |
| 9 novembre 2011 at 19:41 #7230 | |
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Carla |
Care amiche, |
| 9 novembre 2011 at 19:41 #7231 | |
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Marina Pierini |
io continuo a pensare ai 7….uhmmm… |
| 9 novembre 2011 at 19:42 #7232 | |
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un atomo |
Bella spiegazione! Molti chiamano la Thailandia il paese su cui fare affidamento.L’efficienza del tre è totalmente assente nello stile di vita Thai. Non dovremmo secondo me considerare certi atteggiamenti formali degli orientali come una maschera in senso occidentale. La forma per l’oriente è un modo per onorare il contenuto. Comunque non avendo un’eperienza diretta non posso giudicare, so però di molti italiani che si sono trasferiti da anni e che parlano di ritrovata seremità interiore. Personalmente credo che certe cose sono interiori e che dovunque vai ti porti dietro ciò che sei, però forse vivere in un ambiente un pò aiuta |
| 9 novembre 2011 at 19:42 #7233 | |
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Carla |
Quest’idea della forma “che onora” il contenuto è molto bella..Quando studiavo le disgrafie dei bambini, anch’io avevo letto qualcosa sulla passione degli orientali per la calligrafia, cosa del tutto perduta, qui in Occidente, ma certamente da riprendere in considerazione. Infatti se una persona impara a scrivere in modo chiaro, pulito, persino elegante, si educa a perseguire la stessa chiarezza, ordine, ed eleganza, anche in altri ambiti della propria esistenza….Comunque, sempre riguardo alla Thailandia, ricordo qui quello che tutti noi sappiamo benissimo e cioè le “piaghe” di questo paese: la prostituzione minorile, la “compravendita” dei bambini, l’assenza di controlli a riguardo. Ho avuto modo di sentire alcune testimonianze di pedofili italiani sui loro frequenti viaggi in questo paese per “turismo sessuale”: agghiacciante è dire poco…Quando, rientrando in Italia con nostro figlio adottivo, abbiamo fatto scalo all’immenso aeroporto di Bangkok, ed il piccolo correva continuamente avanti a noi, ricordo l’ansia di perderlo di vista proprio in un paese conosciuto anche per pratiche del genere… |
| 9 novembre 2011 at 19:42 #7234 | |
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Marina Pierini |
che orrore….i crimini contro i bambini sono fra le cose che maggiormente mi orripilano, e se si pensa che qualunque crimine mi orripila non ho parole per descrivere le emozioni che il solo pensiero di certe cose, mi suscita. |
| 9 novembre 2011 at 19:42 #7235 | |
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Leonessa in gabbia |
come mai su quest’argomento il capitano o maestro non partecipa |
| 9 novembre 2011 at 19:42 #7236 | |
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Antonio Barbato |
Per il semplice motivo che non conosco quale sia la personalità modale della Thailandia e, quando sono ignorante su una cosa, evito di esprimermi se non so cosa dire |

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