L’enneagramma e i sistemi familiari (Prima Parte)

L’enneagramma e i sistemi familiari (Prima Parte)

Carolyn Bartlett

Traduzione di Antonio Barbato

Un collega che insegna Enneagramma mi ha chiesto, di recente, in che modo la Teoria dei Sistemi Familiari e l’Enneagramma si combinano. La verità è che la Teoria dei Sistemi Familiari è solo uno dei molti modelli psicologici che interfacciano con successo l’Enneagramma. Discuterò in dettaglio successivamente, in questo articolo, come i Sistemi Familiari e l’Enneagramma si integrano l’uno con l’altro. Uno dei miei primi lavori fu quello di Counselor nelle crisi fra adolescenti e le loro famiglie. All’epoca in cui ero al college per laurearmi, all’inizio degli anni settanta, la terapia familiare stava esplodendo con nuove idee ed io fui molto fortunata nel potere imparare da alcuni dei grandi maestri dei Sistemi Familiari. Prima della metà degli anni sessanta la corrente principale del trattamento psichiatrico seguiva strettamente un modello medico. Lo psichiatra trattava soltanto il paziente che era stato identificato, poiché si pensava che l’identificazione fosse il punto focale per ottenere un cambiamento. La famiglia del paziente era affidata alle cure dell’assistente sociale, e mi è stato riferito che problemi di gerarchia impedivano ci fosse molta collaborazione fra i due professionisti. Alcuni pionieristici psichiatri, fra i tanti Carl Whittaker, si resero conto che le relazioni familiari erano persino più importanti, ai fini del progresso del paziente, del lavoro individuale. Cambiamenti positivi nel paziente potevano essere accresciuti od ostacolati dalle dinamiche familiari a casa. Di conseguenza, gli psichiatri cominciarono a trattare l’intera famiglia come un’unità. I terapeuti cominciarono a condividere le idee derivanti dall’esperienza e la Teoria dei Sistemi Familiari nacque, diventando il nuovo sistema preferito per provocare cambiamenti. Murray Bowen era un insegnante dei Sistemi Familiari la cui scuola di pensiero si perpetua perché lui era estremamente chiaro ed i suoi metodi tanto facili da imparare od insegnare. Lo stile di Bowen era più simile a quello di un coach moderno che a quello di uno psico terapeuta. Egli dapprima aveva degli incontri con il paziente da solo cui affidava dei compiti per provocare il cambiamento e solo dopo lo faceva ritornare nella sua situazione familiare. Un altro vantaggio della teoria di Bowen è che si può usare il suo sistema lavorando con qualsiasi altro sistema: dagli individui alle organizzazioni complesse. Per queste ragioni, userò la teoria di Bowen per dimostrare come la Teoria dei Sistemi Familiari si adatta all’Enneagramma.
Bowen riteneva che le dinamiche del sistema “famiglia”fossero più potenti dei singoli membri e tracciava le sue osservazioni usando un modello biologico.
Come l’Enneagramma, la teoria di Bowen usa unicamente un linguaggio descrittivo. Bowen era probabilmente un tipo Cinque. Attribuiva un grande valore allo sviluppo della capacità di distinguere fra fatti e sensazioni. Ciò facilitava l’espressione contenuta del sé e teneva sotto controllo le reazioni inconsce derivanti dalle proiezioni e da un’emozionalità indiscriminata.
Egli insegnava otto concetti necessari per la comprensione e il lavoro con i sistemi. Essi sono:

1. Differenziazione del sé
2. Triangoli
3. Sistema Nucleare Emozionale Familiare
4. Processo Proiettivo Familiare
5. Separazione Emozionale
6. Processo di Trasmissione Multigenerazionale
7. Posizione dei Figli non Primogeniti
8. Processo Emozionale in Società.

Segue una breve introduzione a questi concetti ed alcune associazioni con l’Enneagramma.

1)Differenziazione del sé:

Un concetto chiave nella teoria di Bowen. L’individuo sano ha bisogno di differenziarsi dal suo sistema originale. Il livello basico di differenziazione di una persona è osservabile sotto stress. Una differenziazione funzionale è ciò che si verifica in circostanze ordinarie. E’ difficile modificare il proprio livello di base. Si può ritenere che il sé solido abbia due caratteristiche: sia autentico e non negoziabile con gli altri. Uno pseudo sé, invece, è negoziabile con gli altri e non è tanto genuino. Maggiore è il livello di differenziazione di una persona e più essa è in grado di agire, facendo riferimento al suo nucleo più autentico, sotto qualsiasi circostanza. Una persona meno differenziata è più soggetta alle caratteristiche di un pseudo sé.
Il processo di differenziazione richiede che si impari a pensare da se stessi, indipendentemente da pressioni, lealtà indotte, o modello di pensiero gruppale del sistema familiare. Fare questo è molto difficile per coloro che hanno un ruolo rilevante nei flussi di ansia familiare. La capacità di distinguere fra l’emozionalità espressa in frasi del tipo: “mi sta bene credere in quello che faccio, non confondermi con i fatti” e “i fatti sono la verità indipendentemente da quello che preferirei che essi siano”, è connessa ad un elevato grado di differenziazione.
L’Enneagramma offre degli insight sulle diversità, che aiutano a ridurre l’ansia provata per le differenze. Il sé differenziato non è messo in discussione dalle differenze individuali e la capacità di avere relazioni intime non è ostacolata dalle proiezioni. Più una persona si sente a proprio agio con le sue specificità, più è capace di avere una vera intimità. Nell’Enneagramma vengono insegnati nove modi diversi nei quali i livelli di differenziazione sono filtrati e si esprimono nei vari stili di personalità. Un più elevato livello di differenziazione ci viene dal non essere intrappolati nella passione o fissazione di un tipo. Inoltre, quando i doni spirituali presenti in ciascuna personalità vengono alla luce e sono attivi, essi si traducono anche in un più alto livello di differenziazione.

2) Triangoli

La teoria dei Triangoli è una chiave fondamentale per comprendere i Sistemi Familiari. Quando fra due persone si sviluppa un conflitto, una terza ne viene coinvolta per rafforzare una delle due posizioni. Ripensate a quando il vostro migliore amico diventava amico di qualcuno che a voi non piaceva, o viceversa. Cercavate qualcuno che vi consolasse e vi aiutasse; come si dice in termini Boweniani, facevate una triangolazione.
Quando una relazione familiare non riesce a contenere ed a risolvere le differenze e lo stress che ne derivano, parenti acquisiti, figli, amici e la comunità vengono sottilmente utilizzati per ottenere un equilibrio. Ciò può essere conscio, ma è più spesso inconscio. I Sistemi Familiari sono le culle della triangolazione originale. La differenziazione viene compromessa fino al livello in cui la triangolazione è adoperata per difendersi dall’ansia. Una triangolazione può essere effettuata con una persona, un’attività o un oggetto. Se un partner, ad esempio, è iper coinvolto con un altro membro familiare, l’altro potrebbe essere impegnato con il lavoro, altre attività, o droghe. Alcuni ennea tipi sono più inclini a bilanciare le loro relazioni stressanti con degli oggetti mentre altri cercano di più le persone. Quando un individuo impara a trasformare l’ansia che deriva dal sentirsi solo senza effettuare triangolazioni, il suo grado di differenziazione cresce.

3) Sistema Emozionale Nucleare Familiare

La propria famiglia è il laboratorio di apprendimento primario. Il Sistema Familiare sano nutre e protegge con modalità appropriate ai fini dello sviluppo. Esso incoraggia ciascun individuo a raggiungere il suo potenziale più elevato come persona separata. Idealmente, sia l’individuo che la famiglia sono non competitive, non manipolative, e non hanno fini occulti. Tuttavia, tutti i sistemi funzionanti, famiglie comprese, debbono saper fronteggiare un certo livello di ansia. cronica. La famiglia di origine è l’inconscia matrice originale in cui si impara a gestire le relazioni. Quando le persone sono intrappolate in una sorta di recita permanente, sembra che esse indossano di volta in volta una maschera differente.
Ogniqualvolta all’interno di un gruppo una “parte” è assegnata, c’è una tendenza a mantenere la stabilità raggiunta. Ciò è vero particolarmente quando si rientra in quel territorio particolare che Bowen definiva come campo emozionale. Chiunque abbia partecipato da adulto ad un’assemblea scolastica o ad un evento simile, sa il potere che il gruppo esercita nel modificare l’auto percezione. Una persona entra nel vecchio liceo libera da condizionamenti, eppure, in qualche modo, il vecchio ruolo di “bad girl”, stupidina, o ragazza pon-pon sembra rinascere. Questa dinamica è molto simile al potere che esercitano sui membri di un sistema i vecchi ruoli avuti nella famiglia. Anche se è difficile, riuscire a ritardare l’abituale ansietà reattiva permette al sé di aprirsi ad un più sano potenziale creativo. La capacità di comprendere quale è il proprio posto nel sistema può agevolare scelte emozionalmente mature. A questo fine, la biologia del modello di Bowen risulta molto arricchita dagli insight dell’enneagramma.

4) Processo Proiettivo Familiare

I genitori trasmettono ai figli la loro immaturità emozionale e le loro dinamiche familiari irrisolte. Ciò si traduce in un super coinvolgimento genitoriale o in una fusione col figlio che è il soggetto della proiezione. Differenziarsi, per il figlio coinvolto in questa dinamica, è più difficile. Lui o lei hanno, infatti, un preciso compito all’interno della famiglia. Normalmente un membro di una tale “coppia” tende ad essere iper impegnato e l’altro ad essere poco impegnato. L’ansia è tenuta sotto controllo fino a quando dura la stabilità. L’iper coinvolgimento di alcuni membri permette il disimpegno emozionale di altri. Il flusso emozionale normalmente evita il membro che si è disimpegnato e surriscalda la relazione fra coloro che sono emozionalmente fusi.
Un esempio di un triangolo contenente queste dinamiche potrebbe essere quello di un marito/padre disimpegnato e di una moglie/madre iper coinvolta con un figlio che, in qualche modo, è considerato un ragazzo difficile. Un altro figlio della stessa famiglia potrebbe, secondo quanto abbiamo detto, non presentare alcun sintomo. In questi casi si può lavorare efficacemente con l’intera famiglia o con ciascuno dei suoi membri presi individualmente. Comprendere il sistema emozionale è, in ogni caso, di aiuto.
Da una differenziazione inadeguata possono svilupparsi un sistema chiuso o uno caotico. Il caos di una triangolazione emozionale viene spesso dimostrato da una relazione. I limiti che circondano il sistema familiare sono molto permeabili e un “affair” permette ai partecipanti di sentirsi liberi dentro il sistema senza doversi confrontare con la loro ansia, anche se, in realtà, tessono una rete che li intrappola. Un sistema familiare chiuso è spesso reso evidente da una idealizzazione di sé o del sistema. Un copione collettivo è dapprima segretamente stabilito e, in seguito, attorno ai limiti esterni del sistema si crea una barriera di ghiaccio.
Chi racconta una versione meno positiva del copione collettivo è probabilmente il capro espiatorio. Ho trovato che spesso questa persona è un tipo Quattro, Otto, un Sei contro fobico o con meno frequenza un Uno. Allo stesso modo il super star della famiglia è spesso un Tre, un Sette, un Due o un Uno. I Nove, i Cinque e i Sei fobici sono candidati al disimpegno. In ogni caso, le dinamiche di sistema tendono ad avere la meglio sul tipo di personalità quando giunge il momento dell’assegnazione dei ruoli.
Usando ambedue i sistemi, si può osservare come le proiezioni multi generazionali sono messe in atto anche se deformate dal tipo di carattere enneagrammatico di ciascun individuo.

5) Separazioni Emozionali

Queste si verificano quando l’ansia che nasce dal ruolo esercitato nel sistema diventa intollerabile. Sfortunatamente, anche se può far sentire bene liberarsi di un gruppo negativo, le separazioni hanno la modalità di ripetersi e di far sorgere delle aspettative non salutari. Ferite irrisolte prodotte dalle separazioni favoriscono le proiezioni e le ripetizioni. Una falsa intimità ed irragionevoli aspettative vengono proiettate nelle relazioni attuali. Allorquando uno o ambedue i genitori della famiglia di origine del paziente sono stati demonizzati, ai figli, ai colleghi o amici viene attribuito l’onere di dare sostegno alla versione della parte che li ha coinvolti. Una simile reattività emozionale sta alla base di “guerre” del tipo: “o sei con noi o sei contro di noi”.
Mark Twain fa dell’umorismo macabro su questo parlando per bocca di Huck Finn nella conversazione col suo amico Buck, riguardante le “faide” nella sua famiglia.
“Bene”dice Buck, “una faida funziona in questo modo: Un uomo ha un litigio con un altro uomo e lo uccide; allora il fratello dell’altro uomo lo uccide, poi gli altri fratelli, di tutte e due le parti, si cercano gli uni con gli altri, poi intervengono i cugini e, in breve, tutti vengono uccisi e non c’è più nessuna faida, ma è un processo lento e ci vuole un po’ di tempo”.
“La vostra durerà ancora a lungo, Buck?”
“Beh,fammi calcolare! E’ cominciata trent’anni fa o giù di lì. Ci furono dei problemi su qualcosa e poi una causa legale per risolverli; la causa fu sfavorevole ad uno degli uomini che si armò e sparò all’uomo che vinse la causa- cosa che gli venne naturale, ovviamente. Tutti lo avrebbero fatto”.

Per sostenere le verità emozionali che stanno dietro le separazioni familiari vengono raccontate storie. Una separazione permette che la “verità” emozionale resti incontestata. Gli individui che sono all’origine del carico emozionale sono abitualmente molto più complessi di quanto venga immaginato ed hanno la loro propria storia. Rashomon è un famoso film giapponese nel quale diverse parti coinvolte in un presunto stupro raccontano storie inconciliabili, eppure egualmente credibili, dimostrando quanto possa essere forte la verità emozionale di ognuno. L’effetto Rashomon è umano ma non è tanto sano. Può sembrare che alcuni tipi siano i più ovvi artefici delle separazioni. In ogni caso la storia di ciascun partecipante sarà filtrata dalle tendenze dell’ennea tipo.
Di seguito riferisco di alcuni scenari che ho osservato nella mia pratica.
Sia gli Uno che i Due nascondono i loro bisogni, sperando che gli altri li capiscano. Ambedue, inoltre, continuano a mantenere il rancore per i loro ruoli attraverso il super lavoro e dando o compiacendo. I Due possono esplodere emotivamente, quando si sono stancati di dare senza ricevere, in una “fuga per la libertà”. Gli Uno possono sforzarsi ancora più duramente e ribollire di risentimento fino a fare “terra bruciata”. La preoccupazione degli Otto con la vendetta può certamente spingerli a punire gli altri tagliandoli fuori. Il distacco e la riluttanza ad essere consapevole, e ancor di più a manifestare il conflitto del Nove, può far precipitare le cose fino a provocare un repentino abbandono. In ogni caso, essi abitualmente occupano una posizione disimpegnata e marginale. Allo stesso modo i Sei possono restare in un gruppo per lealtà o andar via, dopo essersi auto convinti dei loro peggiori sospetti. I Cinque tenderanno probabilmente ad evitare scenate emozionali e gestiranno le apparenze mediante l’isolamento e la compartimentalizzazione. I Quattro possono ritrarsi pieni di vergogna e qualche volta trasferirsi geograficamente per evitare una situazione emozionalmente dolorosa. I Tre possono promuovere una separazione quando si sentono traditi e feriti, o possono restare sconcertati da separazioni volute dagli altri, o, ancora possono aiutare in modo “efficiente” ad evitare sentimenti dolorosi. I Sette rimodelleranno l’esperienza per quanto possono ma, se si sentono messi in un angolo, possono attaccare e tagliar fuori quelli che sembrano che vogliano intrappolarli nello stesso modo. Il terapeuta che comprende in che modo l’energia fluisce nei sistemi familiari probabilmente non incoraggerà le separazioni. Questo non significa suggerire ad un cliente di assoggettarsi ad incontri prolungati con parenti negativi, ma evidenziare che lavorare per trovare dei sani confini è importante. A questo scopo, comprendere le dinamiche del sistema familiare è un’altra importante risorsa per evitare di restare impantanati nelle trappole del contro transfert e di fronteggiare conseguenze indesiderate.

6) Il Processo di Trasmissione Multigenerazionale.

Questa definizione fa comprendere come gli schemi familiari si ripetano attraverso le generazioni. I ruoli particolari e i triangoli riappaiono. Alcuni esempi sono la diade del figlio minore capro espiatorio o superstar, i giochi di depressione, abuso di sostanze o un “grosso segreto”. Qualsiasi dinamica familiare si presta ad essere re-interpretata. Può essere molto importante riconoscere questi schemi inconsci. Conobbi una donna anni fa che voleva fortemente divorziare ma non era sicura del perché, tranne il fatto che si sentiva un po’ annoiata. Lei era una primogenita. La sua storia familiare rivelò sia che sua madre che sua nonna avevano divorziato quando il loro primogenito aveva esattamente la stessa età del suo primo ed unico figlio. All’epoca non conoscevo l’enneagramma, ma, retrospettivamente, credo che lei fosse un Quattro e suo marito un Cinque. Ambedue avevano avuto infanzie difficili ed avevano fatto un rilevante lavoro in terapia. Il momento trasformativo, in ogni caso, si verificò in questo caso quando lei capì il suo schema familiare.

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